La Nutrizione Tardiva del Prato in Inverno

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Foglia secca con brina su un prato ghiacciato in inverno

La concimazione del prato prima dell’inverno svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare il manto erboso a superare senza troppi problemi la stagione fredda.

Questa importante nutrizione mantiene il prato vivo e reattivo, evita che ingiallisca troppo, previene la riduzione radicale, limita la disidratazione da freddo, riduce i problemi legati alle gelate e preserva la salute della pianta contrastando in maniera indiretta le malattie.

La regola vuole che la concimazione invernale del prato sia eseguita a novembre usando una serie di prodotti (che abbiamo descritto qui) capaci di dare al prato tutto quello di cui ha bisogno.

Se invece si è giunti a gennaio senza aver fatto nulla, oppure se i concimi dati hanno terminato il loro effetto, bisogna essere consapevoli che l’inverno è lontano dalla sua fine, il prato potrebbe non avere elementi per recuperare gli stress del freddo ed è quindi necessario capire se e come intervenire. 

COSA FARE A GENNAIO

Intervenire sul prato a gennaio non è semplice. Questo perché, quando le temperature scendono sotto i 7°C, il manto erboso diventa quasi incapace di assorbire le sostanze nutritive e va incontro a una sorta di letargo vegetativo, poco efficiente dal punto di vista fisiologico.

Quando questa fase di riposo interessa strutture vegetali già carenti di nutrimento, le criticità si accentuano: le debolezze e gli ingiallimenti diventano più evidenti, diffuse e spesso si trascinano anche nei mesi successivi.

Per poter intervenire in modo sensato è necessario attendere le giuste condizioni climatiche: temperature diurne che arrivino intorno ai 10 °C e valori notturni che si mantengano stabilmente sopra lo zero.

In questo contesto la possibilità di ripristinare i livelli nutritivi essenziali del prato torna ad essere concreta. Le strategie da adottare, però, non sono universali ma dipendono dal tipo di inverno in corso: un inverno mite, con riprese vegetative intermittenti, oppure un inverno freddo, più stabile e bloccante dal punto di vista fisiologico.

 

STRATEGIA CON INVERNO FREDDO

Quando ci troviamo di fronte a un inverno freddo, le carenze di azoto, fosforo e potassio risultano generalmente meno significative. Il prato, infatti, è cresciuto meno, ha rallentato maggiormente la propria attività fisiologica e di conseguenza ha consumato meno riserve nutritive.

È però importante tenere sempre a mente che la stagione invernale può essere lunga e lasciare il prato completamente privo di nutrimento per uno o due mesi consecutivi rappresenta comunque un rischio, soprattutto in termini di indebolimento strutturale e perdita di vitalità.

La strategia più equilibrata prevede l’utilizzo di due prodotti distinti: un ammendante per il terreno, in grado di mantenerlo biologicamente attivo anche in condizioni di freddo intenso, e un concime fogliare capace di ripristinare i livelli base di nutrimento della pianta senza forzare la crescita.

Una possibile strategia di applicazione può essere la seguente.

  • Distribuire 50 grammi per metro quadrato di un fertilizzante organico vegetale (qui un esempio), da applicare preferibilmente in tarda mattinata, quando il terreno non è gelato.
  • Successivamente, distribuire 250–300 grammi di un concime fogliare liquido bilanciato (tipo questo) in circa 7 litri di acqua per 100 metri quadrati di prato. L’applicazione va fatta verso mezzogiorno, in una giornata con temperature di almeno 8–9 °C, in modo da favorire l’assorbimento fogliare.
  • In via opzionale, per aumentare l’effetto adesivante e migliorare l’efficacia del trattamento, è possibile aggiungere circa 125 grammi di un bagnante specifico tipo questo.

STRATEGIA CON INVERNO MITE

In presenza di un inverno mite il prato rimane più a lungo attivo e consuma più rapidamente le proprie riserve. Per questo motivo le carenze nutrizionali tendono a comparire prima rispetto a un inverno freddo.

La strategia resta la stessa, ma cambia il dosaggio del concime fogliare, che può arrivare quasi al doppio. L’ammendante organico si mantiene invariato, mentre il concime fogliare può essere applicato a dosi più sostenute per compensare il maggiore consumo di nutrienti.

In questi casi il trattamento fogliare può essere ripetuto dopo circa 15 giorni, soprattutto se le temperature restano miti e il prato mostra segni di attività vegetativa continua:

  • Distribuire 70 grammi per metro quadrato di un fertilizzante organico vegetale (qui un esempio), da applicare preferibilmente in tarda mattinata, quando il terreno non è gelato.
  • Successivamente, distribuire 350-450 grammi di un concime fogliare liquido bilanciato (tipo questo) in circa 7 litri di acqua per 100 metri quadrati di prato. L’applicazione va fatta verso mezzogiorno, in una giornata con temperature di almeno 8–9 °C, in modo da favorire l’assorbimento fogliare.
  • In via opzionale, per aumentare l’effetto adesivante e migliorare l’efficacia del trattamento, è possibile aggiungere circa 125 grammi di un bagnante specifico tipo questo.

 

Accompagnare il prato alla primavera

Già dalla metà di gennaio ci accorgiamo che le giornate iniziano lentamente ad allungarsi. È vero che le temperature restano spesso rigide e la primavera sembra ancora lontana, ma il prato, con il passare delle settimane e l’arrivo di febbraio, inizia a “percepire” che la fine dell’inverno non è poi così distante.

Il tradizionale approccio di attendere la primavera per concimare non tiene conto delle difficoltà che il prato può attraversare durante l’inverno: ingiallimenti, indebolimenti e stress legati sia alle condizioni climatiche sia a concimazioni non eseguite in modo corretto nei mesi precedenti.

Quando si manifestano queste situazioni, è utile accompagnare il prato verso il risveglio vegetativo con piccole e mirate attenzioni nutritive, in grado di compensare le criticità senza forzare la crescita. Sta a noi valutare se il prato ne abbia realmente bisogno, ma quando si ha il dubbio di una possibile carenza, intervenire con un concime fogliare è un’operazione semplice e sicura.

Si lavora a dosaggi bassi, con costi contenuti e senza particolari controindicazioni, ottenendo spesso benefici evidenti già nelle settimane successive. Utilizzando lo stesso concime fogliare liquido bilanciato visto in precedenza, ecco una possibile modalità di applicazione:

  • distribuire 300 grammi di un concime fogliare liquido bilanciato (tipo questo) in circa 7 litri di acqua per 100 metri quadrati di prato. L’applicazione va fatta verso mezzogiorno, in una giornata con temperature di almeno 8–9 °C, in modo da favorire l’assorbimento fogliare.

Comments: 4

  1. Emiliano 11 gennaio 2023 at 15:45 Reply

    Ciao
    avevo un problema con dei funghi sul prato che ho trattato con pregade help micro e water x tutto fogliare e dopo due giorni sono scomparsi, mi chiedo però cosa fare con l’altezza dell’erba perchè forse a causa delle temperature miti o dei fogliari che ho dato il prato sta ancora vegetando e adesso è a circa 11/12 cm. Vorrei tagliarlo ma ho paura che nel caso ci siano ancora spore di trasportarle ovunque. Cosa è meglio fare? io taglio abitualmente a 7/8 cm il prato in stagione.
    Grazie attendo consigli.

    Valutazione: 5
    • Staff Bestprato 19 gennaio 2023 at 16:23 Reply

      Ciao Emiliano, il problema è reale, ma se il prato non è sotto attacco il taglio apporta meno pericolo.

  2. Alessandro 11 gennaio 2021 at 15:10 Reply

    Ciao,
    ma non esistono ammendanti granulari tipo Nutrattiva Naturalgreen in confezioni più piccole? C’è solo da 20 kg ma per 20mq di prato sono un po’ tanti!

    Grazie

    Valutazione: 5
    • Staff Bestprato 12 gennaio 2022 at 10:38 Reply

      Certo Alessandro, lo trovi qui.

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