Marciume Rosa Invernale (Microdochium Nivale) – Riconoscere e Curare

Il prato in autunno e d’inverno si può ammalare di una fastidiosa malattia fungina chiamata Marciume Rosa Invernale, termine tecnico Microdochium Nivale.

Si tratta di una malattia potenzialmente molto dannosa che attacca un po’ tutte le varietà di prati in particolare quelli giovani o riseminati da poco.

COME SI RICONOSCE

All’inizio la malattia si manifesta con delle lanugini cotonose bianche tra le foglie accompagnate da marciume al centro.

La foto qui sopra, tratta da persone reali che hanno postato su Facebook i loro problemi, evidenziano molto bene la malattia nelle sue fasi iniziali. 

Man mano che progredisce, la malattia appare come macchie circolari (fino a 10-30 cm di diametro) che hanno un colore biancastro con talvolta un anello rosato sul bordo esterno.

Nelle zone colpite si nota sempre un fitto intreccio di filamenti bianchi o rosa e piccole masse di spore bianche (o rosa) all’interno delle aree infette.

CAUSE DIRETTE

Questa malattia si sviluppa in condizioni di alta umidità, ovvero quando la foglia del prato rimane bagnata per molte ore e fatica ad asciugarsi naturalmente. Le temperature ottimali di sviluppo del patogeno variano da 2/3* fino a 15/18°.

Gli elementi più comuni che aumentano le probabilità di l’insorgenza di questa malattia sono:

  • alti livelli di rugiada
  • eccesso di ombra
  • piogge leggere e nebbie
  • precipitazioni nevose seguite da rapidi disgeli

CAUSE INDIRETTE

Altri fattori che concorrono allo sviluppo della malattia sono:

  • prato giovane appena seminato o riseminato (tenerezza fogliare)
  • eccesso di feltro
  • scarsa capacità di drenaggio del suolo
  • movimento d’aria limitato
  • inadeguati livelli di potassio
  • eccesso di concimazioni azotate a proto effetto

LE SPECIE PIU’ COLPITE

Alcune varietà di tappeto erboso come la poa annua e l’agrostide stolonifera risultano molto sensibili alla malattia, ma anche la festuca aerundinacea ed il loietto possono subire degli attacchi con danni permanenti al tappeto erboso.

PREVENZIONE NATURALE

L’approccio naturale è valido ed efficace ma lavora in prevenzione. Lo si mette in atto attraverso un inoculo di microrganismi antagonisti (esempio: Triko Protegge) e soprattutto inducendo la massima resistenza del prato attraverso fosfiti di potassio (qui un esempio) e ossidi di silicio (tipo questi).

Anche corretti livelli di potassio nella pianta tendono a contrastare la malattia e quindi eseguire la classica concimazione pre-invernale, aiuta rafforzare il prato contro il Microdochium Nivale.

Anche diminuire la presenza di rugiada può essere molto utile ai fini preventivi. In questo articolo troverai alcuni suggerimenti per contrastare e limitare la formazione di rugiada nel prato.

COSA FARE IN CASO DI ATTACCO

L’approccio naturale di cura del microdochium nivale può essere molto efficace a patto di metterlo in atto prontamente non appena si notano i primi segnali di lanugine bianca. Vediamo le 7 fasi di cura del Metodo Bestprato::

  1. Prima cosa da fare è lo stop ai tagli e al calpestio per evitare di distribuire le spore al resto del prato
  2. Poi si passa ad una prima azione diretta e indiretta, eseguendo 2/3 trattamenti a distanza di 3 giorni uno dall’altro con fosfito di potassio ad alta concentrazione (qui un esempio) in dosaggio di 60 grammi di prodotto in 10 litri di acqua per 100 mq di prato. Consigliamo di trattare tutto il prato possibilmente senza camminare sopra le zone infette
  3. Se le temperature sono sopra i 10/15 gradi, per aumentare lo spettro d’azione è possibile aggiungere al fosfito di potassio anche una dose bacillus subtilis (qui un esempio)
  4. Se presente rugiada, per 10 giorni, ogni mattina, programmare una leggera irrigazione di 3 minuti per dilavare e ripulire le foglie da possibili patogeni stagnanti. Questa operazione va fatta solo ed esclusivamente se è presente rugiada
  5. Sempre in caso di stagnazione di umidità e presenza continua di rugiada è consigliato asciugare le zone più colpite ed i focolai con marcescenze o lanuggini bianche, usando soffiatori per foglie (tipo questi)
  6. Aumentare il drenaggio delle zone più colpite eseguendo piccole bucature anche con una semplice forca
  7. Eseguire un primo trattamento con trichoderma (qui e qui un esempio) a dosaggio raddoppiato in associazione ad agente surfattante (tipo questo), irrigare abbondantemente, ripetere l’operazione dopo 10 giorni. Trattamento da eseguire alla mattina.

 

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