Guida ai Lavori di Settembre nel Prato

Introduzione (31.8.2020) // Quest’anno, l’estate è stata piuttosto anomala: non molto calda nella fase iniziale seguita da un periodo di alte temperature prolungate. Il risultato è che molti manti erbosi hanno subito danni, prodotto molto feltro e contratto malattie fungine.

Settembre è uno dei mesi più importanti e fondamentali per recuperare i malanni e le sofferenze del prato, per effettuare le semine e per gettare le basi per una salute duratura del manto erboso.

Vediamo punto per punto tutte le le lavorazioni da eseguire:

1. CONCIMAZIONE

La concimazione di settembre è una nutrizione da non dimenticare mai. Saltarla significa condannare il prato a rovinarsi e a non recuperare gli eventuali danni subiti in estate.

Il fertilizzante da usare deve avere un alto titolo di azoto ed una discreta presenza di potassio. L’azoto è il cibo fondamentale e dovrà essere contenuto sia in forma a pronto effetto che a lento rilascio.

Se il prato è sofferente ed ha una discreta carenza nutritiva, dovrai scegliere un concime con un alta percentuale di azoto a pronto effetto (tipo questo), se invece il prato è tutto sommato sano ed in buona salute, opterai per un concime sempre ad alto titolo di azoto ma questa volta quasi tutto a lenta cessione (tipo questo).

In entrambi i casi il dosaggio medio da usare è di circa 30/35 grammi per mq.

2. BIOSTIMOLAZIONE

Verso metà settembre il prato inizia a crescere molto vigorosamente, consumando tanto nutrimento ed obbligandoci a tagli frequenti. In questa situazione il tappeto erboso andrebbe sostenuto e reso più efficiente possibile attraverso un trattamento di biostimolazione.

Per questo scopo si usano prodotti a base di acidi umici ed idrolizzati proteici (qui un esempio) che aumentano l’efficenza delle attività vegetative delle piante e rendono maggiormente assimilabili gli elementi nutritivi.

Si consiglia di eseguire un’applicazione dopo metà settembre con 80/100 ml di prodotto diluito in 10 litri di acqua per ogni 100 mq di prato.

3. PREVENZIONE MALATTIE

Bisogna fare molta attenzione a non considerare terminato il pericolo di malattie fungine. Esistono alcune patologie che attaccano il tappeto erboso proprio quando le temperature iniziano a ascendere.

Nel contrasto alle malattie eseguito attraverso la prevenzione naturale, è fondamentale non saltare mai nessun trattamento ed evitare che il prato rimanga scoperto e poco protetto.

A settembre si tornano ad utilizzare strategie simili a quelle di aprile e maggio: una somministrazione di trichoderma nel terreno ed un trattamento fogliare di induzione alla resistenza con composti a base di fosfito di potassio.

Nel primo caso si usano da 35 a 50 ml di un concentrato di trichoderma (tipo questo) da diluire nei classici 10/15 litri di acqua per ogni 100 mq di prato. Volendo fare i perfezionisti si dovrebbe anche mescolare 50 ml di agente umettante (qui un esempio).

Per quanto riguarda l’induzione alla resistenza, si usano circa 25/30 ml di concentrato di fosfito di potassio (esempio qui) che va sempre diluito in 10/15 litri di acqua. Qui è importante l’applicazione su foglia asciutta e, volendo, è possibile aggiungere il biostimolante del punto 2 (BIOSTIMOLAZIONE), facendo così un’unica applicazione e risparmiando tempo.

4. PREVENZIONE INSETTI DANNOSI

A settembre, i rischi legati alle larve di insetti(coleotteri, lepidotteri, ecc) che mangiano le radici del prato, pur riducendosi man mano che la stagione avanza, non vanno trascurati.

Ci sono stagioni (come quella di questo 2020) che sono caratterizzate da una intesa attività larvale anche a fine estate, causata da una popolazione di insetti più numerosa del solito.

Quest’anno quindi si consiglia di eseguire ancora un trattamento preventivo basato su microrganismi predatori in grado di rendere ostile l’habitat agli insetti nocivi (qui e qui un esempio).

5. TAGLIO

Quando le temperature iniziano a scendere a 25 gradi ed arriva qualche pioggia, l’erba inizia a crescere molto rapidamente. Il prato andrà costantemente tagliato per evitare che superi gli 8 cm di altezza. Fai attenzione a non asportare mai più di 1/3 della sua altezza.

Appena la crescita inizia a diventare vigorosa, è possibile abbassare l’altezza dell’erba ai valori minimi suggeriti per le specie presenti nel tappeto erboso (3.5 cm per i loietti e le poe, 4.5 cm per la festuca arundinacea).

Rimane sempre valida la regola che un prato tenuto 1 o 2 cm più alto è un prato più robusto. Controlla bene che le lame del rasaerba siano affilate e, se non lo hai ancora fatto, sostituisci quelle del robot tagliaerba.

6. IRRIGAZIONE

Solitamente l’autunno è piovoso. Quindi teoricamente non servirebbe irrigare il prato. Un bel temporale di settembre è in grado di fornire 40/50 millimetri di acqua che, vista la minore evapotraspirazione delle piante, è una quantità sufficiente a coprire un periodo di oltre 10 giorni (per misurare l’acqua che riceve il prato usa un pluviometro).

Ma se le temperature rimangono attorno ai 30 gradi o se c’è un ritorno dell’estate con assenza di pioggia, allora vanno mantenuti accesi gli impianti di irrigazione continuando a seguire la regola di irrigare abbondantemente ed infrequentemente. In altre parole: una copiosa irrigazione mattutina di 25/30 millimetri di acqua seguita da 3/4 giorni di pausa.

7. GESTIONE DEL FELTRO

La stagione estiva è il periodo dell’anno che in assoluto genera più feltro nel prato. Questo perché ai normali residui vegetali si sommano le strutture delle piante erbacee morte, colpite dagli stress termici, idrici e malattie di vario genere.

Il feltro causa moltissimi problemi al tappeto erboso e quindi andrebbe sempre rimosso quando supera i 2/3 millimetri di spessore. Ne abbiamo parlato spesso e qui trovi un approfondimento.

Lo sfeltrimento è un operazione da eseguire sempre nei periodi di maggiore crescita dell’erba e quindi settembre è un ottimo mese per arieggiare il prato.

8. INFESTANTI

Da settembre in poi il numero e la pericolosità delle infestanti diminuisce significativamente. Appena si abbassano le temperature le ultime infestanti estive scompaiono. Questo naturale processo può essere velocizzato attraverso tagli bassi, arieggiature e risemine.

L’autunno è anche il momento nel quale dobbiamo lavorare per fare in modo che l’anno successivo si manifestino meno infestanti possibile. 

Per questo motivo è importantissimo riportare il prato più fitto e denso possibile, effettuando risemine di copertura e riempimento.

9. TERRENO

Dopo l’estate è molto probabile che la fertilità del terreno abbia avuto un sensibile calo. La sostanza organica durante i mesi estivi viene convertita, degradata, assorbita o dilavata.

Siccome il carbonio organico è il nutrimento di molti processi vitali che concorrono alla salute del prato, è importante ripristinare la fertilità reintroducendo sostanza organica nel terreno.

La sostanza organica può essere reintrodotta rapidamente in due maniere:

  1. attraverso l’uso di prodotti liquidi molto efficienti e veloci ad agire (tipo questo)
  2. attraverso prodotti granulari più lenti ma ugualmente potenti (tipo questo)

10. SEMINE E RISEMINE

E veniamo al punto che probabilmente trae i miglior vantaggi da questo periodo climatico. Settembre esalta tutti i lavori di semina e risemina del prato. Se c’è un periodo dell’anno perfetto per la semina questo è proprio settembre.

L’allineamento favorevoli di molti fattori (temperature ottimali, bassa presenza di infestanti, minore rischio di malattie, …) fa si che la germinazione, la crescita e il primo accestimento del prato avvenga rapidamente ed in maniera estremamente efficace.

Quindi, se hai in programma di creare un bel prato nel giardino di casa tua il momento di seminare è proprio settembre! Se hai bisogno di aiuto, qui trovi una guida completa alla seminaqui un manuale sulla risemina del prato.

Buon Lavoro!

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