Come Evitare le Malattie Invernali del Prato

Valutazione: 4 - 2 recensioni

Chi ama avere un bel prato nel giardino di casa, spesso sottovaluta che il tappeto erboso si può ammalare facilmente anche d’inverno.

Come d’estate, quando si verificano condizioni climatiche particolari, il prato viene attaccato da funghi che possono rovinarlo e compromettere tutto il lavoro fin qui fatto.

QUANDO ARRIVANO LE MALATTIE?
In particolare le malattie fungine invernali, attaccano l’erba quando si verificano determinate condizioni meteorologiche tipiche della stagione fredda come ad esempio piogge abbondanti e nebbie con temperature al di sotto dei 10°C.  Oppure quando, nei mesi più freddi,  si susseguono precipitazioni nevose a disgeli.

LA MALATTIA PEGGIORE
Una tra le malattie fungine più problematiche e potenzialmente dannose è il cosiddetto marciume rosa invernale, termine tecnico microdochium nivale

Questo fungo attacca indistintamente tutti i prati (festuca arundinacea, poa, loietto, agrostide stolonifera) e si manifesta con l’apparire di macchie circolari che hanno dimensioni comprese tra 10 e 30 cm di diametro, e sono di colore chiaro o biancastro.

Se, sul bordo esterno della macchia, è visibile un anello di colore rosa o rosso-brunastro è indice che la malattia è in piena azione.

COME CURARE IL PRATO
Come molte malattie del prato è possibile curare l’erba con prodotti di natura chimica  (finché non ne vieteranno la vendita) che vanno usati con attenzione nel dosaggio in quanto potenzialmente tossici.

Il problema di usare questi prodotti in inverno è dettato dal fatto che vanno dati su erba asciutta, in attività vegetativa, quando non fa troppo freddo… condizioni non facili da trovare in inverno, anzi spesso impossibili.

LA PREVENZIONE
Ma per fortuna c’è una seconda soluzione che è la via maestra della prevenzione o, per meglio dire, la via della lotta biologica, completamente naturale, che sfrutta microrganismi antagonisti di trichoderma.

COSTRUIRE UNA BARRIERA
Questi microrganismi occupano gli spazi che i funghi vorrebbero attaccare ed in pratica salvano le piante dalle malattie. Inoculando nel prato questi microrganismi con costanza, creeremo una barriera potentissima contro le malattie fungine.

QUALI PRODOTTI USARE
Questi trattamenti devono essere eseguiti usando apposite soluzioni concentrate da diluire in acqua  che vanno lasciate attivare per mezz’ora ed irrorate nel prato con una normalissima pompa a mano o a spalla. Per aumentare l’efficacia del trattamento, e fare in modo che i microrganismi arrivino alle radici, è utile aggiungere un po’  di sostanza umica ed un buon agente umettante.

Ecco un esempio di prodotti da usare per 100 mq di prato. Le quantità vanno diluite in 10 litri di acqua. Dopo aver fatto il trattamento bisogna irrigare abbondantemente il prato:

QUANDO FARE I TRATTAMENTI
La frequenza con cui eseguire questi trattamenti dipende dal livello di sicurezza che si vuole ottenere: per la massima protezione, soprattutto all’inizio, si consiglia di eseguire 1 trattamento al mese per poi dilatare le applicazioni appena il trichoderma si è insediato bene (dopo circa 3/6 mesi). Per la protezione invernale contro Microdochium Nivale si consigliano almeno due applicazioni nel periodo ottobre / dicembre.  Vanno evitate le applicazioni  con temperature sotto zero, non è un problema invece la presenza di pioggia ed umidità.

 

Comments: 3

  1. Adam 28 dicembre 2018 at 10:29 Reply

    Io da quando effettuo la copertura di trichoderma / bacillus / micorrize tutto l’anno (trattamento praticamente ogni mese) non ho quasi mai malattie. Non so se dipenda dalla dinamica delle popolazioni di microrganismi ma anche il microdochium non si fa vedere nemmeno quando fa freddo (sgrat sgrat…) . Io concordo con Bestprato: non essendo residuali un paio di trattamento anche d’inverno fanno solo che bene.

    Valutazione: 5
  2. Daniele 19 dicembre 2018 at 10:12 Reply

    Salve,
    secondo me non ha senso dare questi microrganismi antagonisti di trichoderma.
    Il Trichoderma ha una temperatura ottimale di crescita di 25-30°C mentre il Bacillus subtilis ha una temperatura di sviluppo ottimale di 34-37°C, che sono ben lontano dal range di sviluppo ottimale del Microdochium (0-7°C). Idem le MICORRIZE. Non ha senso somministrarle. Le micorrrize vivono in simbiosi a livello radicale mentre la malattia attacca le foglie e gli steli basali. Cordiali Saluti

    Valutazione: 2
    • Staff Bestprato 20 dicembre 2018 at 21:20 Reply

      Ciao Daniele, concordiamo con te sul fatto che i microrganismi micorrizici vanno dati per altri scopi e non per creare antagonismo ai funghi patogeni: la simbiosi di questi formidabili amici è molto utile in fase di sviluppo radicale e di assorbimento di nutrimenti. Il trichoderma invece può essere utile anche per il microdochium nivale: se da una parte è vero che l’antagonismo è massimo con temperature superiori ai 15 gradi, dall’altra va tenuto a mente che rimane comunque attivo anche a temperature di 10 gradi. Il trichoderma può quindi contrastare il microdochium nivale in tutte quelle situazioni di temperature non estremamente basse. Il microdochium, purtroppo non è una malattia che si manifesta solo a bassissime temperature, anzi talvolta attacca il prato in maniera virulenta anche con 15 gradi. Questo è il motivo per cui noi consigliamo sempre di fare gli inoculi di trichoderma anche in tardo autunno.

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