Prato Ingiallito e Secco in Inverno. Cosa Fare?

Valutazione: 5 - 4 recensioni

(Ver.3.1 aggiornamento 19 gennaio 2022)

Se durante l’inverno si manifesta un ingiallimento leggero e diffuso del manto erboso non è una cosa di cui preoccuparsi troppo, si tratta di un fenomeno che si può verificare su alcune specie di sementi usate per i prati ornamentali quando non vengono perfettamente nutrite.

Questo comportamento va anche messo in relazione a fenomeni come gli abbassamenti a temperature sottozero, le gelate notturne, la presenza di brina o di neve.

In queste situazioni l’erba rallenta le sue attività e va in una sorta di riposo vegetativo, di letargo, che serve ad evitare di dover produrre energia, cosa molto difficile quando fa freddo e c’è poca poca luce.

QUANDO INIZIARE A PREOCCUPARSI

I problemi nascono se l’ingiallimento è diffuso e marcato. Un ingiallimento di questo tipo può portare a conseguenze che compromettono la salute del prato in modo irreversibile. Spesso questa tipologia di marcati ingiallimenti sono la conseguenza di errori di gestione e di assenza di concimazione e stimolazione.

Vediamo gli elementi che creano gli ingiallimenti più pericolosi e come rimediare:

FREDDO, BRINA E NEVE

Se l’ingiallimento è dovuto al forte abbassamento delle temperature, alle gelate notturne, alla brina o alla persistenza della neve nel prato, non possiamo farci molto. È evidente che se questo stress termico avviene in un prato indebolito da mancanza di nutrimenti, allora è molto più probabile che il danno degeneri.

È stato dimostrato che, soprattutto per i danni da gelo, un terreno ricco e carico di sostanza organica aiuta a mitigare i problemi del freddo e la disidratazione da gelo. Quindi, aver eseguito un’ammendatura con sostanza organica ricca di acidi umici, può esser di notevole aiuto. I prodotti da usare devono essere granulari, specifici per prato, meglio se di tipo vegetale (qui e qui un esempio).

Chi dice che fare questi trattamenti a gennaio o febbraio è inutile commette un grave errore: se il terreno del prato è scarico di sostanza organica è invece proprio a gennaio e febbraio che bisogna reintrodurla.

Ecco 5 suggerimenti per ridurre l’ingiallimento invernale da freddo:

  1. Se dovesse nevicare evita di calpestare o comprimere gli strati nevosi. La compattazione della neve crea più facilmente la formazione di ghiaccio persistente e soprattutto blocca gli scambi gassosi.
  2. Se usi sale antighiaccio nei camminamenti fai molta attenzione che non finisca nell’erba: la bruciatura è assicurata. In alternativa puoi usare un sale privo di cloruro di sodio tipo questo.
  3. Quando il prato è coperto di brina, soprattutto quella presente in zone esposte a nord o all’ombra, devi anche qui evitare di camminarci sopra. La brina è rugiada ghiacciata e in inverno tende a rimanere sulle foglie tutto il giorno. Persistendo sulle punte, provoca gli ingiallimenti che con il tempo andranno ad estendersi anche al resto della vegetazione.
  4. Dove fosse possibile, se elimini con costanza la brina, riduci di molto il fastidioso ingiallimento. Si tratta di una operazione professionale eseguita mediante spazzolature o passaggi di rete. Anche l’uso di un agente umettante ne diminuisce la formazione (qui un esempio)
  5. Potenzia il drenaggio. Tra i molteplici benefici che fornisce un fondo drenante, c’è anche la riduzione dei danni da freddo, infatti in caso di buon drenaggio, l’acqua libera non si ferma in prossimità delle piante, non si congela di notte e aiuta a tenere il tappeto erboso più sano e resistente al freddo.  In caso di ristagni fai qualche bucatura con una forca classica di fieno che ha le punte sottili (qui un esempio) ed esegui un trattamento con un agente umettante. Poi in primavera potresti migliorare le proprietà drenanti del terreno apportando del terriccio per prato ricco di sabbia.

MANCANZA DI CONCIMAZIONE E PREVENZIONE

La concimazione antistress di novembre e dicembre (che abbiano spiegato qui), assieme ai trattamenti di stimolazione vegetale a base di alghe brune, sono due potenti antidoti all’ingiallimento invernale.

Si tratta dell’unico modo efficace di evitare quelle forme gravi di ingiallimento che derivano dall’indebolimento della pianta.

Questo tipo di mancanze possono essere ancora più critiche durante inverni umidi con pioggia e neve, in quanto il dilavamento degli elementi nutritivi causato dall’acqua, crea maggiori scompensi.

Se non hai eseguito nulla di tutto questo, fallo subito. Non è mai troppo tardi e male non fa. Diffida da chi ti dice che concimare a gennaio o febbraio è inutile. Se fa ancora freddo usa la strategia di nutrizione tardiva che abbiamo spiegato qui, se invece l’inverno è mite e la primavera è alle porte intervieni seguendo queste indicazioni.

MALATTIE

Un’altra causa di ingiallimenti profondi e potenzialmente molto pericolosi, sono le malattie fungine. In inverno ne esistono di due tipi.

Il primo tipo sono le ruggini, le fusariosi. Si tratta di malattie non molto pericolose, causate da fattori come la persistenza di umidità, carenze azotate, temperature miti e erba lasciata eccessivamente alta. La buona notizia è che queste malattie si controllano facilmente con una strategia basata su queste strategie:

  • taglio dell’erba se più alta di 10 cm
  • nutrizione azotata con prodotti liquidi (tipo questo) mescolati ad un adesivante/umettante (tipo questo)
  • ammendature organiche por potenziare la capacita nutritiva del suolo con prodotti granulari  (qui e qui un esempio).

Il secondo tipo di malattie è invece più grave perchè capace di creare danni permanenti. Il microdochium nivale e la typhula incarnata sono le due malattie più pericolose che attaccano il prato in condizioni tipicamente invernali: alta umidità e freddo. In pratica quando, piove e le temperature rimangono sotto i 5*, oppure quando nevica e disgela.

Purtroppo quasi tutti i trattamenti, quando fa freddo, fanno poco effetto. Ma in questo articolo troverai un approccio di controllo naturale molto potente che può essere efficace appena smette di fare molto freddo.

La strada maestra rimane quella preventiva, basata sul potenziamento del prato e su una copertura costante di contrasto microbico effettuata con prodotti a base di micorrize, trichoderma e pseudomonas.

Inizia subito ad approfondire queste strategie e a programmare questi interventi che funzionano molto bene per tutte le malattie primaverili, estive ed autunnali. Ne parliamo qui.

MANCANZA DI ACQUA

Si è soliti pensare al problema della mancanza di acqua nel prato esclusivamente in estate. Ma se durante l’inverno non piove per più di cinque o sei settimane consecutive il prato potrebbe andare in sofferenza anche per questo problema.

In questo caso bisogna accendere l’impianto di irrigazione fornendo circa una decina litri di acqua al metro quadro e stando attenti di irrigare solo durante giornate nelle quali le temperature non vanno sottozero per evitare che l’acqua ghiacci e crei altri tipi di problemi.

COLORARE IL PRATO!?

Se per qualsiasi motivo hai urgente bisogno che il tuo prato ingiallito torni immediatamente verde e ed esteticamente bello (pensa ad esempio se devi vendere casa o se organizzi un evento invernale in esterno), quello che puoi fare è colorare il prato con degli appositi pigmenti coloranti completamente naturali, alcuni dei quali hanno anche una leggera proprietà protettiva.

Nei comuni prati ornamentali di tipo “sempre verde” (a base di festuche, poe, loietti e agrostidi) si usano dei prodotti con pigmenti di intensità media (un esempio lo trovi qui), mentre per prati di macroterme (gramigna, cynodon, gramignone, zoysia, ecc) si usano tipologie più cariche di coloranti, come ad esempio questo.

LA CURA DI FINE INVERNO

Il recupero finale e definitivo degli ingiallimenti lo si effettua attraverso la concimazione rinverdente di fine inverno. Il modo più potente ed efficace è quello di usare fertilizzanti studiati per dare colore, stimolare e sostenere la ripresa vegetativa.

Questi concimi devono essere specificatamente studiati per il prato e devono contenere alti livelli di azoto. Molto importante è il fatto che l’azoto rilasciato sia disponibile in due forme: a pronto effetto e a lento rilascio (esempio: 35 gr/mq di un concime tipo questo).

Comments: 9

  1. Massimo Bologna 21 gennaio 2022 at 10:02 Reply

    Il PC mi segnala che il vostro sito non è sicuro e che i pagamenti con carte di credito sono a rischio per il possibile furto dei dati da parte di male intenzionati. Mi potete fornire informazioni in merito ?

    • Staff Bestprato 21 gennaio 2022 at 18:44 Reply

      Ciao Massimo il blog è in http ma il l’ecommerce in https. Quindi 100% sicuro.

  2. Bruna 20 gennaio 2022 at 08:42 Reply

    Io ho concimato in autunno ma il prato è comunque abbastanza giallo. (abito in montagna a 750 msl) Appena il tempo lo permetterà eseguiro’ il trattamento anche con micorrize.

    Valutazione: 5
    • Staff Bestprato 21 gennaio 2022 at 18:45 Reply

      Ottima scelta Bruna

  3. Alessandro 27 dicembre 2021 at 12:42 Reply

    Grazie mille ragazzi, articolo super utile! come sempre, leggo solo i vostri articoli per il mio prato!

    Valutazione: 5
    • Staff Bestprato 4 gennaio 2022 at 10:07 Reply

      Grazie Alessandro siamo felici di esserti stata di aiuto

  4. giuseppe salice 7 dicembre 2020 at 13:55 Reply

    Siete stati molto utili grazie. Ho un giardino per la prima volta nella mia vita e alcune parti sono diventate gialle dopo la neve e la pioggia intensa. Ho concimato due volte nei mesi addietro, spero sia tutto nell’ordine delle cose. Buon lavoro

    Valutazione: 5
  5. Carlini Enrica -(Valmadrera - LC) 28 gennaio 2020 at 23:08 Reply

    COME SEMPRE, I VS ARTICOLI SONO PRECISI CHIARI E SOPRATUTTO UTILISSIMI ED EFFICACI.
    NON ME NE PERDO UNO!!!!!

    Valutazione: 5
    • Staff Bestprato 2 febbraio 2020 at 10:17 Reply

      Grazie!

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