
Quando il prato inizia a crescere in maniera intesa, in autunno come in primavera, inizia a consumare moltissimo azoto.
Ovviamente il prato non consuma solo azoto, anche potassio, fosforo ed altri elementi minori, ma è soprattutto l’azoto che viene utilizzato per l’accrescimento vegetale.
LE FORME DELL’AZOTO
L’azoto che viene assimilato attraverso le radici dell’erba è di due tipi: uno si chiama nitrico e l’altro ammoniacale.
Queste tipologie di azoto nutrono rapidamente ma hanno un grosso svantaggio: quando le somministriamo nel terreno vengono facilmente dilavate via.
Questo è uno dei motivi per cui bisognerebbe sempre utilizzare concimi anche capaci di fornire azoto in maniera lenta e graduale.
Un buon fertilizzante quindi deve essere in grado di fornire azoto sia in modo istantaneo, per le esigenze immediate di crescita, che a rilascio controllato, per i bisogni delle settimane successive
IL SISTEMA DI RILASCIO
La vera differenza tra un concime a bassa prestazione ed uno di alta qualità, non sta tanto nella quantità di azoto presente (comunque importante), quanto nella precisione ed affidabilità del sistema di rilascio.
I sistemi di lento rilascio poco evoluti si basano su meccanismi di liberazione dell’azoto fortemente influenzati da umidità, piogge o attività microbica.
I sistemi più performanti si basano invece su un rilascio che viene controllato attraverso un involucro che regola il passaggio dei nutrimenti in maniera indipendente dai fattori esterni.
DUE VANTAGGI
Il vantaggio di usare questi concimi ad alta prestazione tocca due aspetti.
Il primo è che solo questi fertilizzanti sono in grado di nutrire per 8/10 settimane il prato in maniera equilibrata, regolare e precisa.
Il rilascio costante permetterà la vita ottimale del prato senza picchi di crescita e senza gli effetti collaterali tipici degli eccessi di azoto, come la produzione di feltro e l’aumento del rischio di malattie.
Il secondo vantaggio riguarda l’efficienza.
Un concime che, quando piove o quando c’è tanta attività microbica, rende disponibile troppo azoto significa solo una cosa: soldi buttati per nutrire tutto fuorché l’erba.
L’eccesso di azoto infatti viene dilavato via e, tra le altre cose, va ad inquinare le falde.
Ecco perché è sempre meglio spendere qualche soldino in più ed usare fertilizzanti ad alta prestazione.
CONCLUSIONI
Ricapitolando: quando il prato torna a crescere in maniera intesa bisogna concimare con un fertilizzante che abbia 3 caratteristiche importanti:
- alto contento di azoto
- bilanciamento tra pronto effetto e lenta cessione
- sistema di rilascio preciso e regolare
Se vuoi approfondire la concimazione del prato, a questo link troverai la nostra guida completa alla concimazione di settembre e qui quella dedicata alla primavera, con esempi di fertilizzanti dotati di un sistema di rilascio molto preciso.








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