
L’inverno, con la sua pioggia, il freddo, il gelo o la neve, non è un nemico del giardino. Diventa un alleato silenzioso, a patto di aver fatto le giuste valutazioni in anticipo e di aver dedicato un po’ di cura a quelle semplici lavorazioni che preparano il terreno e le piante ad affrontare la stagione nel modo migliore.
Vediamo 7 controlli importanti da non dimenticare:
1. VERIFICA LA PULIZIA DEL PRATO
Controlla con costanza che l’erba riceva più luce possibile. Ricordati che durante l’inverno la quantità di luce diurna è il 40% inferiore rispetto a quella di fine primavera.
Tieni pulito e rastrella le foglie appena cadono e prima che si bagnino. Se le lasci troppi giorni nel prato si appiccicano al terreno e diventa molto più difficile toglierle e raccoglierle. Meno luce riceve il prato più debole diventa. Usa un soffiatore o dei rastrelli con pettini gentili tipo questo o questo.
2. ANALIZZA GLI INGIALLIMENTI
Quando arriva il freddo, un leggero e diffuso ingiallimento nei prati basati su festuca arundinacea è normale solo se avviene dopo gennaio.
Se questo ingiallimento leggero si manifesta già a dicembre, devi verificare di aver eseguito bene la concimazione invernale (descritta qui). Tieni a mente che gli ingiallimenti si verificano molto più precocemente ed intensamente se non è stata eseguita la concimazione antistress: quindi, se non l’hai ancora fatta, falla subito!
Se siamo durante un periodo di temperature miti useremo un prodotto granulare tipo questo, altrimenti fai un trattamento fogliare con questo
Se l’ingiallimento è marcato occorre valutare di procedere con una nutrizione suppletiva di tipo fogliare, usando prodotti a base di azoto ureico tipo questo + questo.
Quando invece le zone ingiallite sono localizzate solo in alcuni punti, il problema potrebbe essere più grave e legato alle malattie fungine. Ci sono diverse patologie fungine che attaccano il prato in inverno, quella più pericolosa da tenere sotto controllo è il marciume rosa invernale che trovi descritto qui.
3. INDIVIDUA LE INFESTANTI
Il periodo invernale porta ad un rallentamento vegetativo di tutti gli insediamenti di infestanti. Il guaio è che purtroppo non si blocca lo sviluppo della poa annua. La poa annua è un’infestante veramente insidiosa e per la quale non esistono diserbanti selettivi.
Buona regola è controllare spesso la presenza di ciuffi con spighe piene di semi e provvedere ad una costante estirpazione manuale anche a costo di creare piccole zone diradate che andranno riseminate a primavera.
Durante la rimozione delle piccole piantine è necessario estirpare anche l’apparato radicale, per farlo è sufficiente incidere leggermente il terreno intorno al fusto con un piccolo coltellino da caccia tipo questo.
4. CONTROLLA LE ZONE IN OMBRA
Le zone in ombra del prato andrebbero controllate ogni settimana per verificare che non vi sia ristagno idrico ed eccesso di umidità. Qualora il terreno faticasse ad asciugarsi è consigliato aiutarlo con un trattamento umettante da ripetere una volta al mese usando tensioattivi tipo questo.
Sempre nelle zone in ombra va controllata la larghezza fogliare dell’erba: se tende ad assottigliarsi è consigliato procedere con un trattamento di stimolazione da ripetere una volta al mese fino a primavera, utilizzando prodotti a base di alghe brune (qui un esempio).
5. DAI UN OCCHIO A SIEPE E AIUOLE
Perché una siepe ben tenuta cambia davvero le regole del giocoanche nel prato? Una siepe ben progettata trasforma il prato da semplice superficie verde a ecosistema vivo e stabile. Introduce infatti una maggiore complessità naturale: più specie vegetali, più livelli di vegetazione e una disponibilità continua di fiori, rifugi e risorse.
Questo permette a insetti utili, impollinatori e predatori naturali di insediarsi in modo stabile e di interagire anche con il prato, contribuendo al suo equilibrio biologico. La siepe agisce inoltre come zona di protezione e serbatoio di biodiversità, da cui gli organismi utili si diffondono nel tappeto erboso riducendo naturalmente la pressione dei parassiti.
A tutto questo si aggiunge un effetto microclimatico positivo: meno vento, meno stress idrico e temperature più equilibrate. In questo modo la siepe non è un elemento decorativo, ma una vera alleata ecologica che rende il prato più resiliente e facile da gestire.
La stato della siepe va controllato durante tutto l’anno, quindi anche d’inverno. Se la siepe manifesta foglie brune o gialle valuta di eseguire dei trattamenti con complessati rameici tipo questo. Questo trattamento è utile in previsione delle potature e va ripetuto anche dopo averle fatte.
Esiste anche la possibilità di usare la poltiglia bordolese, un formulato rameico casalingo. La formula completa per farsi in casa la poltiglia bordolese la trovi descritta qui
Ammendare il terreno della siepe in inverno significa nutrire il suolo, non forzare le piante. È il momento ideale per distribuire ammendanti vegetali ad alta prestazione (qui un esempio) ricchi di sostanza organica stabile, che lavorano lentamente e in profondità.
Questi ammendanti migliorano la struttura del terreno, aumentano la vita microbica e creano un ambiente favorevole per radici, insetti utili e microrganismi. Senza effetti immediati visibili, ma con benefici duraturi, questo apporto trasforma la siepe in un vero motore di biodiversità, capace di sostenere nel tempo anche l’equilibrio del prato vicino.
6. CONTA IL NUMERO DI CUMULI DI LOMBRICHI
Si scherza…ma fino ad un certo punto. Se una normale presenza lombrichi nel prato è un ottimo segnale di fertilità del terreno, un eccesso di cumuli di terra dei lombrichi può portare a problemi di vario tipo. In tutti i casi i cumuli andrebbero sempre sparpagliati e quando presenti in numero eccessivo vanno messe in atto le strategie descritte qui.
7. TIENI D’OCCHIO LE PREVISIONI METEO
Se hai eseguito la concimazione antistress nel prato, freddo, brina e gelate non sono un problema grave. È solo importante evitare di calpestare il prato se l’erba è coperta di brina o neve.
In altri casi, invece, può emergere la necessità di intervenire per compensare eventuali carenze. È però fondamentale attendere un momento davvero utile, con temperature diurne intorno ai 10 °C, prima di intervenire. In queste condizioni ha senso utilizzare prodotti immediatamente assimilabili dalla pianta: non formulati granulari, ma concimi di tipo liquido (tipo questo), in grado di essere assorbiti rapidamente senza forzare inutilmente il sistema.
Infine, una riflessione va fatta anche sull’irrigazione. Anche in inverno, infatti, se il prato non riceve precipitazioni per 30–40 giorni, può andare incontro a un vero e proprio deficit idrico e quindi a stress, nonostante le basse temperature. In queste situazioni è opportuno valutare con attenzione un intervento irriguo, da effettuare lontano dalle giornate più fredde e soprattutto dalle notti con temperature sotto lo zero. Idealmente l’irrigazione andrebbe fatta in giornate miti, con temperature superiori ai 7–8 °C, distribuendo indicativamente 5–10 litri di acqua per metro quadrato e usando un pluviometro per non esagerare.








Ciao Fabio,
la scorsa settimana ho dato per via fogliare Water Plus con Safe. Vorrei dare nei prossimi giorni le alghe brune (Pre Stress). Quale dosaggio mi consigli? Tieni presente che ho fatto concimazione Azoto-Potassica a metà novembre e ho dato Pre Stress a metà ottobre e metà novembre (100 ml/100mq in 10litri). Il prato è decisamente in ombra in questi giorni e la lamina fogliare è diventata sottiiiiiile.
Grazie e buon lavoro!
Giovanni
Ciao Giovanni, non meno di 60 grammi per 100 mq.
buongiorno a tutto lo staff,
vorrei concimare il prato con un estratto liquido concentrato di alghe che gia possiedo (ascophyllum nodosum) ,nelle dosi riportate sulla confezione,può andare bene per rinforzare il manto?
altra domanda,possiedo anche un fertilizzante con valori NPK 4-2-8,non avendo ancora fatto una concimatura potassica,può andare bene anche se possiede poco fosforo?
grazie in anticipo per la risposta e complimenti per il servizio!
Ciao Michele, i prodotti con alghe brune per le piante potrebbero non adnare bene sul prato. Usa solo prodotti specifici e controlla che siano molto simili a questo. Il concime da te descritto ha un titolo troppo basso.
sei insuperabile grazie dei meravigliosi consigli
pensavo che in inverno tutto è a riposo e non servisse niente
Grazie! 🙂
come pacciamatura può andar bene anche quella derivata dalla triturazione di potature di alberi vari?
Grazie per la risposta e per i Vs. consigli che seguo attentamente.
Ciao Emilio, il cippato potrebbe non andare bene per via che assorbe tanta acqua.