Un tempo anche noi di Bestprato consigliavamo il syringing. Oggi, con una maggiore consapevolezza ambientale e scientifica, abbiamo dovuto ricrederci: ecco perché.
Cosa succede al prato quando fa tanto caldo
Quando la temperatura supera i 30°C il processo fotosintetico dell’erba del prato diminuisce drasticamente. Il caldo avvia il rallentamento: la fabbrica del cibo va a rilento e la pianta, per sopportare le alte temperature, consuma più acqua per raffreddarsi.
Finché l’acqua è disponibile resta verde, in una sorta di semi-dormienza; ma quando l’acqua diventa insufficiente troppo a lungo, la mancanza idrica trasforma il rallentamento in sofferenza visibile, e la pianta va in blocco vegetativo, appassendo e ingiallendo.
Cos’è il syringing

Per contenere questo stress esiste una tecnica chiamata syringing, o irrigazione di raffrescamento, nata sui green da golf dove le microterme vengono spinte a performare a ogni costo e l’acqua non è un vincolo.
Consiste nell’attivare gli irrigatori per pochi minuti nelle ore centrali (ad esempio alle 12 e alle 14): la poca acqua sulla lamina evapora in fretta e, evaporando, sottrae calore abbassando la temperatura di qualche grado. Non serve alla pianta né al suolo, solo a rubare calore.
I limiti però sono sostanziali. L’effetto è reale ma modesto e transitorio: pochi gradi per pochi minuti, poi la temperatura risale. Smorza il picco acuto, non “mantiene ottimali i processi fotosintetici” tutto il giorno. Ed è acqua puramente aggiuntiva, erogata nel momento di massima evaporazione: per progetto quasi tutta finisce in atmosfera.
In sintesi: potrebbe aver senso come intervento d’emergenza localizzato in alcune zone del prato durante un’ondata di calore eccezionale, non come routine estiva.
Costa acqua nel momento peggiore, dura poco e lavora contro la pianta, visto che il rallentamento estivo delle microterme è la loro risposta corretta al caldo, non un errore da correggere. Inoltre, in piena estate bruciare acqua potabile a mezzogiorno per qualche grado di sollievo passeggero è difficile da giustificare.
Cosa fare davvero quando arriva il grande caldo
Se il syringing è una toppa che costa acqua, le alternative serie lavorano invece a monte, mettendo la pianta nelle condizioni di difendersi da sola.
- La prima leva, e la più efficace, è alzare l’altezza di taglio fino a 7-8 cm. Una lamina più lunga ombreggia il suolo, ne mantiene più fresche le radici, riduce l’evaporazione e dà alla pianta più superficie fotosintetica e radici più profonde per attingere acqua. È il singolo intervento che cambia di più gli equilibri, e non costa nulla.
- La seconda non è dare più acqua, ma darla meglio: irrigazioni profonde e diradate che terminano max 1 ora dopo l’alba. Bagnare a fondo e di rado spinge le radici a scendere in profondità, dove il terreno resta fresco e umido più a lungo (esempio: 10 o 15 litri al mq misurati con pluviometro). Irrigare nelle prime ore del mattino azzera lo spreco per evaporazione e lascia la lamina asciutta in giornata. È l’esatto opposto del syringing: non acqua aggiuntiva che evapora a mezzogiorno, ma la stessa acqua usata nel modo e nel momento giusto.
- Quando fa caldo, come misura di fondo, conviene rinforzare il terreno con acidi umici e fulvici da leonardite (qui un esempio). Agisce sul suolo, ne migliora la struttura e la capacità di trattenere acqua, stimola l’attività microbica e lo sviluppo radicale. È un investimento sulla resilienza del prato, che ripaga proprio nei mesi difficili.
- Come sostegno alla pianta, nelle settimane più calde si possono usare estratti di alghe brune (Ascophyllum nodosum): un biostimolante che, grazie a betaine e precursori ormonali, aiuta la pianta a tollerare meglio lo stress termico e idrico (qui un esempio).
- Infine, una regola che non costa nulla: non sommare altri stress a quello termico. Niente diserbi, lavorazioni o tagli rasenti durante le ondate di calore: la pianta sta già lavorando al limite, e ogni intervento aggressivo non fa che indebolirla.
La differenza di fondo è tutta qui: il syringing forza la pianta a restare attiva spendendo acqua, mentre queste pratiche assecondano la sua strategia: un prato più alto, un suolo più vivo e radici più profonde resistono al caldo molto meglio di qualsiasi nebulizzazione di mezzogiorno.
Bibliografia
- USGA Green Section Record, The Science of Syringing — usga.org
- Golf Course Management (GCSAA), Syringing for turfgrass canopy cooling — gcmonline.com








buongiorno, da qualche giorno il mio prato presenta macchie gialle, che aumentano a vista d’occhio, soprattutto dopo aver tagliato il prato. In casa ho TRYKO PLUS funghicida, e ALWAIS fertilizzanre, posso usare questi due prodotti per recuperare il prato ?? se si quanto tempo dopo aver trattato con funghicida posso dare il fertilizzante ?? grazie
Qui sono elencate tutte le cause possibili degli ingiallimento ed i rimedi, non è facile individuare la causa: è necessario fare controlli e valutazioni come spiegato nell’articolo
Buon giorno. Complimenti per il vostro sito e blog e per questo articolo. Non ho capito se questa tecnica va applicata al prato tutti i giorni oppure a giorni alterni o in altro modo. Nel mio caso l’irrigazione del prato viene effettuata a giorni alterni (lunedì, mercoledì, venerdì). Si tratta di festuca ed è stato posizionato (prato a rotoli) nel mese di maggio u.s. Il terreno è stato lavorato e poi è stata stesa sabbia prima di stendere il prato a rotoli. Grazie, cordiali saluti, Stefano
Ciao Stefano grazie. È una tecnica da eseguire nei giorni con temperature vicine ai 35 gradi e sole battente.
va applicata anche nei giorni di fermo irrigazione?
se innaffio un giorno e poi rimango 3 gg senza, il syringing va applicato anche nei giorni che non innaffio?
Salve, va fatto al bisogno.
Buongirono,
consiglio molto interessante però non capisco cosa si intende per pochi minuti? 5 minuti?
Salve Matteo, dipende dalla portata d’acqua. 1 litro a mq potrebbe bastare.
Salve, mi sono assentato per una settimana e purtroppo l’irrigazione è rimasta sospesa per 2 giorni nei quali si sono avute temperature superiori ai 30 gradi. In alcune zone il prato si è ingiallito, è diventato paglierino, ho ripreso le normali innaffiature. Secondo voi si riprenderà? Ho concimato a giugno con summer k e dato alwais.
Grazie
Ignazio
Buongiorno Ignazio, 2 giorni di stop irrigazione non causano nessuna seccatura, anzi. Il problema potrebbe essere altro, anche una malattia o un taglio troppo basso.
Buongiorno, vi ringrazio per la risposta. Ho escluso la malattia in quanto le zone sono state già trattate a giugno con funghicidi specifici contro Pithium etc e perché ho notato una ripresa dell’erba verde alla base del fogliame secco in questi giorni di irrigazione regolare. Non so se questo potrebbe essere un indizio.
Ok, allora manda una email a doctorgreen@bestprato con una foto da vicino (20cm) ed una da lontano (3 metri) indicando come sono e quando sono state eseguite le 2 ultime concimazioni, tutti i trattamento eseguito e come si è solito irrigare.
Salve,
Il raffreddamento del prato va fatto anche per le macroterme? (Nel mio caso gramignone)
E se si, sempre oltre i 30° o la soglia è più alta?
Grazie,
Dario
Salve Dario, no il gramignone, la gramigna, la zoysia e tutte le macroterme non hanno bisogno di questa tecnica.