
Perché non riseminare subito
La prima cosa da tenere a mente è che riseminare su un terreno in squilibrio o con patogeno attivo significa replicare il problema. Pertanto la priorità deve essere quella di ripristinare le condizioni fisiche e biologiche che sostengano la germinazione e permettono la crescita sana.
Andremo pertanto ad eseguire operazioni di contenimento ed eliminazione del patogeno, di miglioramento del drenaggio, di rimozione del feltro attivo, ripristinando infine un microbioma favorevole e impostando una gestione irrigua e nutrizionale corretta.
Stop al patogeno: bonifica agronomica
L’obiettivo di questa fase è ridurre la carica infettiva e rendere l’ambiente ostile al fungo, senza indebolire la futura germinazione. I quattro pilastri di questa fase sono:
- Igiene del manto erboso: è importante rimuovere e raccogliere i residui di foglie necrotiche nelle zone colpite.
- Feltro: andremo poi ad eseguire una arieggiatura leggera per aprire il manto erboso e togliere gli ambienti di incubazione dei patogeni.
- Induttori di resistenza e rame complessato: questi trattamenti servono per “chiudere” l’attracco patogeno attivo e proteggere i tessuti residui.
- Drenaggio: in questo punto finale andremo a migliorare la circolazione idrica con bucature nellwe zone strategiche, in quelle più compatte e tendenti al ristagno .
Prodotti da usare e dosaggi:
- Induttori di resistenza e rame complessato: 40 grammi di Ramedium + 60 grammi di Immuno + 90 grammi di K-Power in 10 litri di acqua per 100 mq di prato. Ripetere per 3 volte a distanza di 3 giorni. Distribuire con pompa irroratrice su foglia asciutta senza accendere l’impianto di irrigazione.
Rigenerazione biologica del suolo
Un prato ammalato è spesso il segnale di un microbioma impoverito e di una assenza di specifico microrganismi antagonisti. Pertanto, prima di seminare, conviene “riaccendere” la vita del suolo e procedere ad un introduzione mirata di:
- Microrganismi antagonisti (es. Trichoderma, Pseudomonas, Streptomyces) per favorire la competizione biologica e stimolare le difese.
- Ammendanti organici e sostanza umica a rapido effetto per migliorare la struttura, la porosità e la capacità tampone.
Prodotti da usare e dosaggi:
- Microrganismi antagonisti: 50 grammi di Tryko Plus in 15 litri di acqua per 100 mq di prato
- Ammendanti organici: aggiungere 100 grammi di Alghae
- Distribuire con pompa irroratrice ed accendere l’impianto di irrigazione fornendo circa 5 litri al mq
Correggere le pratiche colturali
Molte recidive nascono da abitudini scorrette. Tieni a mente per il futuro questi tre principi:
- Taglio: alza di un paio di cm l’altezza, usa sempre lame affilatissime e fai attenzione a non rimuovere mai oltre 1/3 della lamina fogliare.
- Irrigazione: al mattino, cicli più distanziati e profondi, esegui pause di almeno 2 gg anche in estate
- Nutrizione: evita picchi di azoto; privilegia approcci a lenta cessione e “nutraceutici”.
Preparare il letto di semina
La risemina è un momento molto delicato per la creazione di un prato forte e subito resistente alle malattie. Distribuisci sempre un sottile top dressing tecnico con terriccio ricco fibra di legno e cocco selezionato al quale aggiungere Micorrize (in spore) per colonizzare la rizosfera, favorire l’assorbimento e creare ulteriore antagonismo ai patogeni.
Prodotti da usare e dosaggi:
- Terriccio con fibra di legno e cocco: 5 litri al mq
- Micorrize in spore: 5/10 g al mq
Riseminare in sicurezza
Scegli miscugli resilienti ai patogeni e adatti al tuo microclima (sole/ombra, suolo, uso). Inoltre, pianifica la finestra di semina quando l’episodio patologico è spento e le temperature favoriscono la germinazione rapida (17-25°C). Per un consiglio tecnico personalizzato puoi utilizzare il nostro servizio di consulenza gratuita che trovi qui.
Gestione semina: eseguire una semina regola d’arte è il primo passo per creare quel manto erboso Fit resistente alle malattie e che desideri. Qui troverai una guida passo passo per tutte le operazioni da fare, se se semini in autunno clicca qui se invece lo fai in primavera vai qui.
Protocollo operativo in 10 passi
- Valuta l’attività della malattia (attiva/spenta).
- Igienizza le zone ingiallite (rimozione foglie necrotiche).
- Riduci feltro con arieggiatura.
- Bonifica con induttori di resistenza e complessati di rame.
- Migliora drenaggio con bucature dove serve.
- Rianima il suolo (trichoderma + ammendante organico).
- Correggi la gestione (taglio, irrigazione mattutina, nutrizione equilibrata).
- Prepara il top dressing tecnico con fibra di legno, miscelando micorrize in polvere.
- Sementi resilienti, distribuzione omogenea e contatto seme–suolo.
- Cura post-semina (umidità costante, primo taglio con lama affilata).
Domande ed errori comuni da evitare
- Posso riseminare subito dopo l’insorgenza di una malattia?
Bisogna attendere 2 settimane nelle quali eseguire i protocolli di cura e verificare che l’episodio sia spento. In questo modo riduci il rischio che il problema di ripresenti.
Meglio arieggiare profondamente dopo una malattia?
No: su prato debilitato può essere controproducente. Preferisci una rimozione del felto decisa ma gentile.
Quanta acqua dare in fase di germinazione?
Poco e spesso nei primi 10–14 giorni per mantenere umida la superficie (senza saturare). Poi passa gradualmente a cicli profondi e meno frequenti.
Quali sementi scegliere dopo una malattia?
Miscele endofizzate, resilienti e di ultima generazione, coerenti con il microclima del sito (sole/ombra, uso). La diversità varietale aumenta la stabilità del tappeto. Chiedi aiuto se non sai scegliere: evita il fa da te.







