Guida Completa al pH del Terreno

Valutazione: 3 - 1 recensioni

In questo articolo metteremo a fuoco perché è così importante conoscere il pH del terreno in cui vengono coltivate le piante del nostro giardino. Vedremo poi come misurarlo, come capire se siamo in presenza di valori corretti e cosa fare in caso che non lo siano.

Il pH incide direttamente sulla prestazione nutritiva del suolo in tutte le piante: dal prato all’orto, dalla siepe agli arbusti, dalle alberature alle aiuole fiorite, ma in alcuni casi è opportuno conoscerlo anche nelle coltivazioni in vaso.

COS’È IL PH

Il pH è un indice numerico correlato all’acidità, ossia alla concentrazione di ioni idrogeno presenti nella soluzione del suolo ed esercita una forte influenza sulle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del terreno. Normalmente il grado di pH del suolo varia tra 4,0 e 8,50.

Sulla base dei valori del pH misurato in soluzione acquosa, i suoli possono essere classificati da estremamente acidi estremamente alcalini secondo questo schema (USDA):

  • Estremamente acido < 4,5
  • Fortemente acido 4,5 – 5,0
  • Moderatamente acido 5,1 – 6,0
  • Debolmente acido 6,1 – 6,5
  • Neutro 6,6 – 7,3
  • Debolmente alcalino 7,4 – 7,8
  • Moderatamente alcalino 7,9 – 8,4
  • Fortemente alcalino 8,5 – 9,0
  • Estremamente alcalino > 9,0

COME SI FORMA IL PH DEL TERRENO

Il pH del suolo viene determinato in modo prioritario dai processi pedogenetici ovvero da come quel suolo, nel corso di centinaia e migliaia di anni, si è formato e trasformato dal punto di vista geologico e climatico.

L’equilibrio del pH si crea nelle reazioni, trasformazioni e nei processi di ossidazione del carbonato, del calcio, del sodio, dell’alluminio, dei colloidi e della sostanza organica del terreno.

PERCHÈ IL PH È IMPORTANTE

Il grado di pH del terreno ha una notevole influenza sulle funzionalità del suolo, in particolare:

  • Seleziona la flora: permette o ostacola lo sviluppo vegetativo di alcune piante che in alcuni casi hanno bisogno di terreni più acidi (rododendro, mirtillo, ortensie, oleandro, orchidee…), altre volte più alcalini (agave, noce, acacia, dichondra,…). Il prato desidera un terreno leggermente acido (6,3-7).
  • Determina la disponibilità degli elementi nutritivi: ferro rame e zinco sono poco disponibili in ambienti con pH maggiore di 7, mentre l’azoto varia in funzione dell’attività microbica del suolo a sua volta influenzata dal pH.
  • Regola la presenza dei microrganismi: i batteri azoto fissatori faticano in terreni acidi mentre la popolazione fungina, sia utile che dannosa, trae vantaggio in pH acido.
  • Influenza le caratteristiche fisiche del suolo: terreno con pH tra 6,50 e 7,50 è strutturalmente più stabile, meno compatto e più facilmente permeabile all’acqua

COME SI MISURA IL PH (METODO BESTPRATO)

Testare il pH del terreno aiuta a determinare quali piante sono più adatte a quell’area o a quali difficoltà potrebbero andare incontro.

Conoscere il pH inoltre permette di modificare il piano di concimazione e di ammendatura  per fornire quegli elementi altrimenti difficilmente assimilabili.

Il metodo più preciso per la misurazione del pH consiste nell’eseguire delle analisi di laboratorio di tipo professionale (qui un esempio) ma è possibile eseguire delle misurazioni affidabili anche autonomamente con l’ausilio di semplici strumenti tipo questo.

Quello che segue è la metodica sviluppata da Bestprato, testata e confrontata su centinaia di casi:

  1. preleva un campione rappresentativo: il terreno deve essere prelevato alla stessa profondità occupata dalle radici delle piante, scartando i primi 2 cm nel caso del prato, e 5 cm nel caso di vegetazione arbustiva
  2. se la misura riguarda piante, prendi 2 campioni di terreno: uno vicino al fusto e e uno più distante ed effettua la misura separatamente per entrambi
  3. se la misura riguarda il prato prendi un solo campione, non mescolare più campioni distanti tra loro, eventualmente fai più misurazioni per capire se il pH è costante in tutto il terreno
  4. quando prelevi i campioni non toccare la terra con le mani ma usa sempre dei guanti, accertati di prelevare sia terra più superficiale che profonda e al termine mescola il tutto per creare un campione uniforme
  5. prendi 50 ml di campione di terreno ed aggiungi 100 ml di acqua demineralizzata possibilmente con EC < 0.02mS/cm (tipo questa). Non è importante essere precisi sulla quantità di terreno quanto sul rapporto volumetrico che deve sempre essere: 2 parti di acqua su 1 parte di terreno.
  6. mescola per 2 minuti
  7. lascia riposare per 15 minuti
  8. filtra l’acqua con un passino pulito con acqua demineralizzata
  9. rimescola per 15 secondi usando aste di plastica o di vetro ben pulite
  10. immergi l’elettrodo del tester nell’acqua, attendi 3/5 minuti che si stabilizzi e leggi il valore del pH

NOTE IMPORTANTI

  • usa strumenti di comprovata qualità realizzati da aziende che fanno questo di mestiere, possibilmente scegli strumenti tarabili (Bestprato suggerisce questo)
  • l”acqua distillata deve essere più pura possibile, con EC inferiore a 0,02 mS/cm (Bestprato suggerisce questa)

COSA FARE QUANDO SI MISURANO PH NON IDONEI 

Il terreno neutro (pH 6,5 – 7,3) è quello più indicato per l’esercizio del giardinaggio e dell’agricoltura in quanto la maggior parte delle specie vegetali si adatta in modo ottimale a valori di pH compresi fra 6,5 e 7,3. In questi terreni, infatti, si verificano le migliori condizioni per la nutrizione minerale. Solo alcuni microelementi trovano migliori condizioni per l’assorbimento in ambiente acido (ad esempio il ferro) o basico (ad esempio il molibdeno). Rame, zinco, manganese, boro e i 3 macroelementi fondamentali (azoto, fosforo e potassio) hanno invece un assorbimento ottimale nei terreni neutri o solo leggermente acidi.

SUOLO CON PH ACIDO O SUBACIDO (< 6.5)

Solitamente questo rappresenta il male minore in quanto quasi tutte le piante riescono a vivere bene in condizioni sub acide. Se il pH del terreno scende sotto il valore 6,5 è consigliato:

  • eseguire dei trattamenti fogliari nelle piante a base di acidi umici e idrolizzati proteici (qui e qui un esempio) capaci di ridurre la tossicità di alcuni ioni che si solubilizzano troppo con pH acidi (alluminio piombo e cadmio)
  • eseguire concimazioni per ristabilire eventuali carenze di molibdeno usando specifici prodotti per le piante e per il prato (qui e qui alcuni esempi)
  • ammendare il terreno con sostanza organica alcalina (qui un esempio) per favorire l’innalzamento del pH
  • introdurre nel terreno attraverso bucature della zeolite granulare (tipo questa) in grado di facilitare l’attivita’ dei microrganismi azoto fissatori e favorire il rilascio del calcio
  • materiali alcalinizzanti: calce, cenere

SUOLO CON PH ALCALINO (> 7.3)

Il principale problema del suolo alcalino è la scarsa disponibilità di alcuni elementi nutritivi come il ferro e zinco e rame. Elementi minerali essenziali per la vita delle piante. Se il pH del terreno sale sopra valori di 7.3 è opportuno prendere in considerazione queste operazioni:

  • concimare facendo attenzione a usare fertilizzanti dotati anche di ferro (qui, qui e qui alcuni esempi)
  • eseguire trattamenti fogliari con microelementi (qui e qui alcuni esempi) facendo attenzione al pH dell’acqua
  • in caso pH molto alcalini o durante la coltivazione di piante acidofile introdurre nel terreno ferro come solfato o integratore liquido (qui e qui un esempio)
  • eseguire periodicamente trattamenti di ammendatura nel terreno con alghe brune (qui e qui un esempio) per incrementare lo sviluppo radicale e fare in modo che intercetti più facilmente la minore disponibilità di alcuni nutrimenti
  • introdurre nel terreno della zeolite granulare (tipo questa) che facilita la solubilizzazione del fosforo e aumenta la disponibilità’ del ferro
  • materiali acidificanti: cortecce di pino, bark, zolfo

 

Comments: 2

  1. salvatore 29 gennaio 2022 at 18:49 Reply

    Sarà pure interessante ma uno non puo leggerlo per ore intere, bisognerebbe salvarlo e stamparlo , così da leggerlo quando si puo

    Valutazione: 3
    • Staff Bestprato 3 febbraio 2022 at 13:36 Reply

      Salve Salvatore, clicchi qui la versione pdf stampabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Biostimolare il prato in estate - Il Potassio: un antistress estivo - Concimare il prato ad Aprile - Combattere infestanti in modo naturale - Programma di Concimazione Annuale del Prato - Seminare il prato a primavera - Come rigenerare il prato a primavera - La concimazione in primavera - La risemina del prato - Il primo taglio stagionale - La rigenerazione del prato - Combattere il muschio - La lotta al feltro - La neve ed il tappeto erboso. - Quale concime invernale per il Prato? - Concimare il prato a Settembre - Come seminare il prato a Settembre - Quanto e quando irrigare un prato - Concime liquido per prato: i biostimolanti - Realizzare un impianto di irrigazione a goccia - Impianto irrigazione giardino - Malattie del prato: Rhizoctonia - La concimazione a Maggio - I benefici del mulching - I danni del freddo